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pane e radici

© 2016 fatto con amore da me.

Levrieri rescue: un amaro finale e una pasta frolla per addolcire.

June 12, 2019

 

Inizierò dalla fine.
Perché la nostra storia con Jim è finita bruscamente nel momento in cui l'addetta alle adozioni lo ha prelevato (sì, prelevato), senza presentarsi, con un preavviso di un'ora, l'ha messo nel baule come un pacco ed è partita.
Il giorno dopo, incredula, scrivevo il post per il blog, piena di speranza, supportata da centinaia e centinaia di persone che condividevano la mia storia e chiedevano a Pet Levrieri di riportare Jim a casa sua. La nostra. Il primo articoli lo trovi qui.

 

Cerco ora di andare con ordine, di descrivere i fatti, di raccontare cosa è successo dopo.
Ho aspettato e titubato prima di scrivere e pubblicare. Rileggo cento volte, correggo.
Cento volte volevo lasciare perdere, ma eccomi qui. Con ancora voi accanto che mi dite "vai avanti". 
E io non so bene dove andare, ma forse "avanti" è proprio far conoscere e raccontare, perché nessuno si ritrovi qui a doverlo fare un'altra volta.

Scriverò solo i fatti certi, accaduti a me, non del sentito dire anche da persone fidate.
Molte persone più informate e competenti hanno gli strumenti per muoversi altrove, a loro lascio fare il loro lavoro.

 

Ma torniamo a noi. Mi presento, per chi ancora non mi conoscesse nella cornice di questa vicenda.
Non sono, in ordine sparso: un'animalista fanatica che fa i picchetti di notte travestita da tartaruga, una donna che immola la sua vita per i levrieri abbandonando tutto e tenendo solo quattro pelosi e tre ossa di stinco, una paladina dei certificati genealogici di razza, un'esperta cinofila.
Sono una tizia di Brescia che ha avuto solo un cane preso in canile, Zoe, incrociata con un bassotto e morta a diciotto anni. Solo il giorno prima aveva fatto una scorpacciata di bollito misto. Era proprio una di famiglia.
Quindi ciao! Sono Giulia, una persona qualsiasi che rispetta gli animali e che con il suo compagno Alberto ha deciso di adottare un cane. 
E siccome mai saremmo andati a comprarlo in allevamento perché semplicemente non ci interessa il genere, abbiamo deciso per un levriero rescue.
Come tanti di voi, che mi avete scritto.

 

Lascerò i ringraziamenti alla fine, ma non posso che iniziare a raccontare parlando di Silvia Ancordi. Se non fosse stato per lei il mio appello pubblico non sarebbe nato. 
Avevo già provato in tutti i modi a parlare privatamente con l'associazione ma erano irremovibili nella loro decisione. Con il nuovo proprietario di Jim mi vietavano assolutamente di parlare.
Così alle 22 della sera in cui Jim è stato portato via Silvia mi ha detto che era giunta l'ora di fare rete e ha iniziato a diffondere il mio appello nelle nostre community.
Quella notte sono state condivise migliaia di Instagram Stories con il musotto di Jim. Chiedevamo di riportarlo a casa.
Il mio account era a rischio collasso, venivo taggata centinaia, poi migliaia di volte.
Anche Pet Levrieri veniva taggata, quindi anche il loro account sarà stato lì a chiedere attenzione.
Il mio appello si moltiplicava ogni minuto, ogni secondo, così come la mia speranza.
Ma tutto taceva e loro muti.

 

Allora le centinaia di persone coinvolte in questa storia sono andate a chiedere risposte direttamente a Pet Levrieri. Hanno mandato mail, messaggi e fatto centinaia di commenti pubblici sotto il loro ultimo post instagram per chiedere di ascoltare il mio appello.
Qualche risposta secca di burocratica routine ai messaggi, ma nessuna risposta pubblica. Sembrava non si fossero accorti di nulla.

Invece si erano accorti eccome, ma semplicemente non gli importava.
Hanno scritto un loro comunicato dove affermavano che loro non avrebbero cambiato la loro decisione circa l'adozione di Jim in base agli umori di un utente Fecbook e Instagram (cioè io).

 

La loro versione è molto semplice: hai avuto il cane in foster (aka stallo temporaneo) potevi deciderti prima. Potevi adottare direttamente e non fare il progetto foster.

Allora io, che non sono un genio del male e nemmeno un'esperta, faccio un semplice due più due, vediamo se mi seguite. Vado con ordine, ma è davvero semplice.
Sprite, la mia grey di Macao adottata con Pet Levrieri, necessita di un supporto per essere più serena, per avere una spalla (nel primo articolo spiego come è arrivata fino a noi e il suo carattere, qui non mi dilungo).
Le mie referenti dell'associazione mi consigliano un grey maschio equilibrato. Io sono titubante, non per il secondo cane, ma per il carattere di Sprite.
Mi viene detto: te lo possiamo mettere nero su bianco che tutto andrà bene, ma se ti senti più sicura fai il foster.

Allora, care S e E, davvero voi adesso volete far credere che io ho fatto un foster temporaneo fine e se stesso dopo due mesi dall'adozione di Sprite? 
Quindi voi davvero vi prendete la responsabilità di aver parcheggiato un cane temporaneamente in stallo (o foster, che rimane uno stallo, non andate per il sottile) a casa di Sprite, con tutti i problemi dell'inserimento dovuti al suo carattere per poi "ciao adesso basta"?
Dai ragazze, non funziona nemmeno sulla carta. Tant'è che l'intenzione di adottare un secondo grey rimane. Non so, ma a me e a qualche migliaia di persone sta giostra non è chiara. 

 

Bah, vado avanti.
Porto a casa Jim, veterinario e controlli a mie spese (senza nessuna polemica eh), inserimento, educatrice, supporto vostro, vi contatto per risolvere i problemi di inserimento. 
Ma andiamo avanti.
Sottolineo se non fosse chiaro: io il foster non lo volevo fare, era un inserimento. 
Una prova, parola a loro bandita. 
Ma secondo voi, io porto a casa un cane a Sprite che manco so come reagisce? 
Tra l'altro dopo l'esperienza avuta con il vostro fantomatico e mitologico profilo di Sprite totalmente diverso dal reale.
Dai da bravi, a me qui qualcosa non torna.

 

Ma facciamo un'ipotesi, sondiamo tutte le possibilità che potevo attuare.
Ammettiamo per un attimo il caso limite che io vi avessi detto davvero "no io Jim non penso, sono indecisa, l'inserimento è difficile" e poi all'ultimo momento vi avessi detto "ragazzi, abbiamo cambiato idea, vorremmo tanto adottare Jim, ci abbiamo ripensato".
Che è poi quello che sostenete voi. Che ci siamo sbagliati, che abbiamo cambiato idea.
Eh no! Col cazzo. Capricciosetti che non siete altro.
Niente da fare per una questione di principio. Piuttosto che darvi ragione spostiamo il cane per la quinta o sesta volta? Non ricordo.

 

Perché il nuovo proprietario di Jim non poteva scegliere un altro cane dei tre proposti e idonei alla sua adozione? Perché non ho potuto spiegare la situazione a questo signore che magari capendo la situazione avremmo trovato un punto d'incontro?
Perché l'associazione non ha fatto un passo indietro, parlando con lui e spiegando la situazione, magari maledicendomi per il casino creato, ma facendo il bene del cane evitando un nuovo spostamento?
Una cosa è chiara. Jim doveva andare a quel signore. Non gli si poteva dire di no, non si poteva fare un passo indietro. 
Non so perché, ma a me il fatto che loro siano dei rigidoni non convince come risposta.
Per il bene del cane tra l'altro. Io non lo vedo il bene del cane. Voi?


Mi sono fidata a parole, non ho inviato il modulo. 
Ed è inutile che insistete che se avessi voluto adottare Jim l'avrei sicuramente mandato, anche questo è elementare, da bravi.
Perché, ripeto, pensavo che l'iter seguito con Sprite fosse implicito. E anche qui, non mi sembra così fuori, ma vediamolo nei dettagli.
Sprite arriva di sabato 30 Marzo. Mercoledì c'è una richiesta di adozione per lei. Abbiamo tempo di pensarci fino al sabato seguente.
Decidiamo di adottarla. Festone. Ma io ho un esame in università, siamo a sabato 6 aprile. 
Invio i documenti dopo 10 giorni, la data sul documento di adozione riporta il 17 Aprile. 
Pensa come può valere la parola in un accordo.
Ci sono mail, messaggi, post pubblici, documenti. Sì, si chiama precedente.

 

Poi giratela come volete, ma migliaia di persone la loro idea se la sono fatta.
Con sufficienza mi è stato detto "ma che persone sono quelle che ti sostengono e commentano i nostri post?"
Sono l'opinione pubblica, sono le persone che decidono se domani ci sarete ancora come realtà, perché sono coloro che decideranno se scegliervi o meno.
Sono una comunità di migliaia di persone che si fanno un'idea delle cose, ne parlano in giro e poi scelgono.
Roba da poco insomma.

 

Ma andiamo avanti. E qui viene il bello. 
Questi signori, come se nulla fosse, iniziano a cancellare i commenti, bloccare le persone, bloccare anche la possibilità di commentare (lo vedete nei loro post Instagram del 26 e 11 aprile, non potete commentare perché è stato bloccato tutto). 
Parliamo di centinaia di persone, migliaia di messaggi. Queste persone a cui è stata chiusa la bocca, inutile dirlo, si incazzano parecchio e si spostano su Facebook, commentando il loro comunicato ufficiale, chiedendo ancora di ascoltare il mio appello.
Ma niente da fare, dopo qualche messaggio bloccano le persone scomode e cancellano i commenti. Ma non lo fanno in sordina, lo dichiarano pure!
Ogni commento o persona non congrua alle loro decisioni riguardo le adozioni verranno rimossi. Sotto quel post ci sono solo commenti positivi e loro ne escono come persone meravigliose.

 

Ma sapete cari Pet Levrieri Onlus, qui nessuno è riuscito a rimuovere nulla perché voi non lo sapete come funziona, ma la gente sa com'è il giochino. Tu cancelli?
Io commento e subito faccio uno screenshot. 
Così abbiamo migliaia di fotografie di tutti i commenti, ma proprio tutti. Ahimè, quanto lavoro per nulla avete fatto.

Invece la mia bacheca è rimasta libera. Hanno potuto commentare, dire la loro.
Vorranno dire qualcosa questi atteggiamenti così divergenti? Avranno un'influenza sulle rispettive reputazioni?
Chissà, prendiamoci qualche mese per riflettere.

 

Comunque loro, almeno ufficialmente, con me non si sono più fatti sentire.
Qualche loro seguace è venuto a commentare, alcuni hanno detto la loro, altri hanno raggiunto picchi di follia che se vai a leggere i commenti sei indeciso se ridere o chiamare la neuro.
La cosa più carina di cui mi hanno accusata è stata che facevo tutto per farmi "pubblicità".
A parte il fatto che denunciare una onlus pubblicamente nel 2019 non mi pare proprio indicato nei manuali di web marketing dell'ultimo grido, ma sappiate che oggi, dove ci esponiamo pubblicamente, ci facciamo sempre pubblicità perché ci mostriamo per quello che siamo.
(Quindi sì, cara sindacalista che hai commentato come una folle con il tuo nome e cognome  insultandomi e credendo che tanto è tutto virtuale, sappi che migliaia di persone ti fanno ciao e magari un paio col sindacato avranno a che fare prima o poi. Così per dire, ma povera Italia).
Questo per ricordare che il web non è solo una realtà virtuale. Siamo persone e siamo migliaia.
Migliaia che parlano e pensano, dentro e fuori dal web. 
Me lo diceva sempre il mio formatore: se non conosci lo strumento lascia perdere, perché se pesti la merda grossa ti sporchi fino alle ginocchia. 

 

Al di là dell'amore per questi levrieri che voglio dare per scontato da parte di tutti, voi qui state svolgendo un lavoro, anche se siete volontari, perché dare un cane in adozione a una famiglia è una questione delicata, è un servizio da svolgere con tanta attenzione.
E se fai casino ne paghi le conseguenze, come per un qualsiasi servizio scadente. 
Non è nascondendo su un social un commento che risolverete la situazione perché quel problema rimane vivo e vegeto nella realtà. Ne sono testimonianza tutte le persone che mi hanno raccontato la loro storia, gli insulti ricevuti, i blocchi sulle pagine. 
Ma stiamo scherzando? Ma si trattano così le persone che si avvicinano a una onlus sperando di fare del bene adottando un cane bisognoso d'amore?!

 

Voi potete continuare a dirmi che sono una pessima adottante e anche una pessima persona, che mi sono inventata tutto, che Jim con me non era felice, che Sprite non dovrebbe più stare con me perché anche lei non è felice. Insomma siamo tutti infelici, ma vi ricordo che se così fosse, avete fatto tutto voi: scelto me come adottante e i cani da affidarmi perché come è giustamente lo spirito di una associazione come la vostra, i cani non si scelgono.

 

Spritona sta sempre meglio, siamo sempre insieme. Jimmone ci manca molto e, nonostante tutto, non smettiamo di farcene una colpa.
Due associazioni mi hanno aiutata, ore di telefonate per darmi una mano una volta rimasta sola. Loro l'hanno chiamata mercificazione, io manna dal cielo perché diciamocelo, ero nella cacca.
Io gliene sono profondamente grata.
Forse abbiamo anche in arrivo un probabile fratellone, che potrebbe arrivare presto.
Sono grata a tutte le persone che mi sono state vicine e che hanno fatto non tanto, ma tantissimo. Anche con una telefonata, un messaggio. Vorrei ricordarvi davvero tutti, ma sarà impossibile. Ci provo, vai.

 

Silvia Ancordi che ha fatto partire tutto, il mio compagno Alberto che forse più di me ci sta male ma tiene botta. Alessandra Pepe che conosceva il dolore e l'ha reso a parole a suon di risposte pacate e vere. Al mio migliore amico Stefano, che ha preso insulti e io lo so quanto gli è costato. A Piero e Marco che sanno sempre cosa fare, a Daniela che ha smosso le acque e continua a farlo.
A Chiara Beni che era incazzatissima e ha lottato senza sosta. A Paola Forneris, Anna Conte.
Ad Antonella e Salvatore e i loro moschettieri. A Lilian e i suoi consigli preziosi. Alesandra e Romina, anche dopo le 22. 
Lidia e Stefano. Paola e Roberto. Alfi, la Vero, la Ale, Giovanni.
Amedeo Farulla, Elena Comoglio, Claudia Panzavecchia, Camilla Bandinelli, Adele MeglioAdele, Laura Celestino,  Sara Bosco, Pamela Crotone, Luarda Lu, Sonia Lombardi, la doc Graziella Arancio.
Alessia Corrado, Alessndra Balduchelli, Carlotta coaching in fabula, Cristian Cirillo, Maria Grazia Esposito, Micol Uberti, i ragazzi di Cascina Primavera, la tartaruga Giulia, La Maria Luisa avvocato, Antonella, Camilla di Adoratorio e tutta la family, la Carlotta e Debora Dusina. La mia super veterinaria Chiara Ferrucci e la nostra educatrice Giulia Simeone.

 

Non dimenticherò mai anche se non ne conosco il cognome: Anna, Maria, Gaia, Simona, Luisa, Valeria, Stefano, Arianna, Francesca, Alessandra, Paola, Giulia, Nicole, Marzia, Cice, Micol, Lucia, Teresa, Clara, Arianna, Mirella, Nina, Sandra, Elisa, Francesca, Stefania, Livi, Elena, Betta, Claudia, Lorella, Paola, Angela, Marzia, Giulia, Deborah, Imma, Vanda, Margherita, Roberta, Elena, Diletta, Erika, Aurora, Camilla.
E alcuni solo aka che per me non lo sono più: Domifrass, Meraki, Marusantzia, Signora Fornelli, La pescatoria Firenze, Nevaltina, il sogno del grano, Mamma Agnese, Trottola 63, Azzurrina, Chef are, Tellazaffalon, De Coccio. E tutti quelli che non riesco a menzionare per ovvie limitazioni dello spazio tempo.

 

Grazie a tutti per esservi fatti i fatti miei a migliaia e di essermi testimoni.
A tutte le persone che mi hanno scritto in privato le loro brutte esperienze con questa associazione. 
Perché mi sono sentita meno sola, meno idiota per aver dato fiducia.

Perché è così che mi sono sentita e mi sento tutt'ora.

 

Un'idiota che non ha mandato un modulo e che spera ancora di essere ascoltata.

 

Come promesso:

 

FROLLA INTEGRALE
quella della felicità, che sa di burro buono e vaniglia.

 

250 g di farina integrale Senatore Cappelli
50 g di farina 00 
150 g di burro chiarificato ammorbidito fuori frigo
100 g di zucchero 
1 uovo intero
1 tuorlo
scorza di mezzo limone
1/2 cucchiaino di vaniglia naturale
un pizzico di sale

Amalgama il burro allo zucchero, aggiungi poi le uova senza montare. 
Con velocità aggiungi la farina e gli altri aromi. Lavora velocemente la pasta, senza che si formi la maglia glutinica.
Se hai una planetaria sarà tutto più semplice.
Finito di impastare forma un panetto, avvolgi in una pellicola o in uno straccio e lascia frollare in frigorifero per alcune ore o un'intera notte.
Si chiama frolla perché deve frollare, ovvero riposare.
Finito il riposo, lasciala ammorbidire una mezz'oretta fuori frigo, stendila a mattarello e facci ciò che vuoi.
Io penso che ci farò dei biscotti con la marmellata di Sambuco. La settimana scorsa ho testato la crostata e ti dico: davvero non male.

 

Se opti per la crostata, preriscalda il forno a 160° e cuoci per 25 minuti vicino al fondo del forno, poi alza a 180° per altri 10 minuti e alza anche il ripiano della teglia per ottenere una doratura bellissima.
Enjoy.

 

 

 

 

 

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