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SEDICESIMO SECOLO_chef Simone Breda

April 26, 2017

 

 Toni mi dice che da Simone si sta bene. C'è il sole, il silenzio e qualche decina di anime in tutto il paese.
Lia ci porta l'aperitivo in giardino. Partite da destra con il bon bon di merluzzo al nero, poi il biscotto al parmigiano e polvere di pomodoro. C'è quasi troppa luce. Poi la focaccia con i ceci e il lardo. E il taco, con la lingua e la cipolla.
Non si sente un rumore, forse le campane, ma non ricordo. Quando entriamo c'è fresco, pare essere in un guscio. Toni ha ragione. Si sta bene.
La scaloppa di foie gras è morbida come deve essere. Sento tutto. Il Rabarbaro, lo sherry, il ginepro. Sento tutti i magari detti e scritti degli ultimi mesi ai lati della lingua.
Toni dice che la ventresca di tonno è bella e buona, la capra è favolosa e le erbe le raccoglie Simone, crescono spontanee nei campi vicini.
È un inizio perfetto. Che poi è quello che ti frega. 
Facciamo un primo in due. Risotto capperi, limone e arrosto vegetale. Mi chiedo come sia nato. Le polveri, l'aspro, il soffritto scomposto.
Toni dice che il problema è la gelosia. Le donne sono gelose. Io sono gelosa del mio piatto, tieni giù le mani che così non l'ho mai trovato. I chicchi rimangono separati, c'è sale ma è sapore, sembra arrivato per sbaglio, un po' per caso, un po' come la pioggia.
L'agnello è esattamente come lo desideravo. Tu mi parli dell'aglio orsino, mi dici di annusare il tarassaco, ma io sto pensando a quando la carne sembrava una caramella come questa che sto mangiando adesso e un po' mi si bagnano gli occhi. Se non fosse per la crema di 'nduja che mi fa riprendere sarebbe un disastro.
Toni mangia il suo anatroccolo laccato al frutto della passione e sorride, beato, non mi guarda. Credo che anche lui stia pensando altrove.
A me non frega niente se non mi porti a Venezia in Ferrari, io sono felice con il pepe di Giava, sono felice quando mangio con te, quando faccio finta che non c'è niente di niente.
Cos'hai? Niente. Non ho niente. Fumo una sigaretta che poi studiamo i dolci.
Fuori c'è troppa luce. C'è tanto verde.
La cucina è silenziosa, operosa. Tutto profuma di ordine e pace meticolosa. Anche lì c'è tanta luce.
Lia ha i capelli raccolti e gli occhi grandi. Simone è troppo timido per dirmi che è felice. Gli rubiamo una fotografia e faccio quasi fatica a fare la solita parte della scema.

Mentre torniamo ci mettiamo un po' a capire che forse abbiamo fatto troppo rumore.

 

SEDICESIMO SECOLO

Via Gerolanuova 1 – 25034 – Pudiano Orzinuovi

info@ristorantesedicesimosecolo.it

 

 


 

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