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pane e radici

© 2016 fatto con amore da me.

CENA 14_5_16 Viva Veronelli (al fresco si mangia meglio)

May 13, 2016

La cucina è alchimia. Il meteo un po' meno.

 

Sai quando pregusti una cena in terrazza, magari la prima della stagione, con la speranza di sentire le gambe che quasi si appiccicano alla sedia?!

Evidentemente sabato sera non sarà così, visto che piove ininterrottamente da circa 96 ore e non superiamo i 16 gradi.

Ma a noi chi ci ferma?! Mica ci passa la fame. Anzi. Al fresco si mangia meglio.

 

Bando alle chiacchiere. Passiamo alla parte pratica.

 

Cosa mangiamo sabato sera?!

Innanzitutto ti dico che non sarò sola ai fornelli (e al forno). Mi da un'esperta mano il mio amico Giovanni Vettore, ex proprietario del ristorante Il Chicco di Grano (Bs), super esperto di vini, grande cuore.

Abbiamo pensato insieme questo menù, ieri sera l'abbiamo testato dall'antipasto al dolce e ... OMG, ci piace.

 

Partiamo con la Babele di Parmigiana, con il sugo di pomodori veri e il basilico (boicotto rigorosamente chi fa il sugo della parmigiana alla cazzo, con la passata e senza soffritto. L'ho detto), il profumo sciolto della provola affumicata, il Grana Padano Riserva grattugiato grosso che si riempie di sugo e le melanzane biologiche

Unica nota negativa è un'antipasto, hai fame e finisce subito.

 

Poi sforniamo le Lasagne Vegetariane, con la besciamella fatta nel pentolino mescolando di gran lena, la crema di piselli freschi, sbaccellati con amore (e qualche parolaccia) uno per uno e cotti al vapore.

La pasta la faccio io in casa con la farina biologica e le uova della zia (non sue, delle sue gallinelle, of course), la tiro sottilissima che si scioglie in bocca e la alterno a strati di zucchine e pomodorini stufati con cipolline dolci e aromi, il Grana Padano Riserva e la besciamella.

 

Di secondo il piatto forte di Giovanni. Il Pollo alla Veronelli, con il pollo della Polleria Colosio. I sapori del timo, della maggiorana, della salvia e del rosmarino che scivolano sulla salsa di latte fresco e cipolla bianca piatta e dolce. Che delizia. Che fame.

 

Luigi Veronelli. un poeta che di sapori la sapeva lunga. Enologo, scrittore, cuoco classe 1926 ha lavorato una vita per diffondere e difendere l'Italia dei piccoli produttori e diffondere il nostro patrimonio eno-gastronomico.

We Love You.

 

Se dico Doppietta di dolci?!

Il Tiramisu. Il primo che dice Pavesini è fuori. Io sono cintura nera di Pan di Spagna fatto in casa. E poi crema di mascarpone soffice (ponte per il divino) e cacao amaro.

(A me piace con tanta crema. Sappilo)

 

E poi la Torta di Mele, alta, morbida e soffice, con la marmellata di Pesche di Mammà e con la ristretta di zabaione al Marsala lì vicino che le fa compagnia. Alla faccia di quelli "le torte semplici sono perfette per la colazione". Retaggi di infanzie di torta Margherita mal lievitata.

 

Che dici, beviamo qualcosa?

Io dico Sauvignon. Con antipasto e primo. E poi dico Lagrein. Con il secondo.

Oggi pomeriggissimo all'Enoteca Bonetti per degustare e scegliere. Che fatica.

 

Il contributo per la serata è di 30 euro. Tutto compreso.

 

Sai come funziona?

Mi mandi una mail a paneeradici@gmail.com .

Mi dici in quanti siete e se c'è un'occasione speciale da festeggiare.

Trovi altri dettagli Qui.

 

Se sabato non riesci ma vuoi partecipare alle prossime cene iscriviti alla Newsletter Qui.

Ti aspetto per le 20. 

Giulia

 

"Disprezzo e odio le industrie che – determinate per costituzione al solo profitto – si sono appropriate di quell'impossibile, per loro, denominazione.

 

Luigi Veronelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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